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I cani hanno un senso dell’olfatto spiccatamente sviluppato. Alcune razze in particolare, come il Bloodhound, sono in grado di percepire una manciata di molecole di odore tra miliardi di molecole.

Il naso del cane è una vera e propria macchina dell’odorato: i canali olfattivi che si aprono all’esterno in narici mobili, sono rivestiti da un epitelio ricco di recettori e terminazioni nervose che conducono direttamente ad un’area del cervello specializzata: il bulbo olfattivo. Nel cane il bulbo olfattivo rappresenta l’area cerebrale più estesa, all’interno della quale le informazioni vengono elaborate, tradotte in memoria olfattiva e condivise poi con le altre aree del cervello.

A complicare questo sofisticato sistema di sopravvivenza e comunicazione è un organo localizzato in una cavità sopra il palato, detto organo vomeronasale o organo di Jacobson. Esso contiene delle sacche piene di fluido rivestite da un epitelio costellato di recettori, i quali catturano le molecole odorose. Questi recettori inviano direttamente le informazioni sia al bulbo olfattivo, sia al sistema limbico dove vengono elaborate, tradotte ed espresse come tracce di memoria a breve e a lungo termine, risposte motivazionali e risposte emozionali.

Il funzionamento di un apparato tanto complesso non è determinato da semplici annusate: il cane fiuta attivamente ad innescare un vero e proprio processo cognitivo.

Il naso cattura gli odori generando delle correnti d’aria che spingono le nuove molecole verso i recettori olfattivi e fanno uscire l’aria già analizzata in un ciclo continuo. Muco, bava e liquidi in generale veicolano ancora meglio le sostanze chimiche e nel cervello viene ricreata una mappa topografica del mondo in costante aggiornamento: i recettori sono soggetti ad adattamento, per questo motivo fiuto e annusate consentono al cane di formarsi nella mente “immagini olfattive” fluide e complete.

IMG_3524 I 220 milioni di recettori permettono al cane di distinguere odori che a noi umani risultano impercettibili. Sudore, sebo, pelle morta, molecole di profumo, ci circondano come una nebbiolina sospesa nell’aria e che può depositarsi ovunque, lasciando tracce sia in casa che fuori casa. Su ogni oggetto con cui veniamo a contatto lasciamo pezzi di noi come estensioni corporee e da ogni ambiente assorbiamo e trasportiamo altrove particelle chimiche che parlano della nostra vita quotidiana e che il cane attribuisce alla nostra identità. Perfino le emozioni hanno un odore specifico: in risposta alla paura, ad esempio, il corpo produce feromoni e sostanze chimiche che vengono captate e tradotte dal sistema olfattivo del cane.

Gli effluvi influenzano notevolmente l’umwelt del cane: è sufficiente che associ un odore ad un evento specifico perché la sua rappresentazione cambi, e di conseguenza cambiano anche stato emotivo e comportamento. Se un cane, una persona o un oggetto portano con sé odori associati a specifiche emozioni, quello stato emotivo diverrà un’àncora e il cane si comporterà di conseguenza. Questa rappresentazione mentale è una mappa cognitiva e consente al cane di emettere risposte comportamentali che vengono influenzate e modificate di volta in volta dall’esperienza.

Nell’articolo riguardante l’umwelt visivo, abbiamo visto come il cane sia attratto dalle novità e dai dettagli e il senso dell’olfatto così sviluppato rinforza questa attitudine, essendo sensibile alle più piccole variazioni chimiche. Gli odori, infatti, non sono costanti come le immagini visive; dipendono da diversi fattori quali il vento, l’umidità, il calore, la stagione dell’anno, l’ora della giornata. Le tracce odorose variano in intensità e qualità nel tempo e nello spazio, fornendo importanti indizi circa il trascorrere delle ore, dei giorni, dei mesi, gli spostamenti e le caratteristiche degli oggetti fiutati. La percezione del tempo e dello spazio permette al cane di crearsi delle aspettative, di proiettarsi al futuro o al passato. Ecco perché è sbagliato credere che la sua mente sia sempre nel qui e ora.

Quando un cane fiuta, per catturare e analizzare ogni molecola ha necessità di concentrarsi sull’oggetto. Affinché la mente sia concentrata su un compito, deve necessariamente essere calma. In passeggiata è importante che il nostro amico peloso possa essere libero di esplorare, annusare, percepire gli odori di altri cani, fare nuove esperienze. Tutto ciò, in aggiunta a giochi di problem solving e ricerca olfattiva, gli permette di allenare competenze come attenzione, concentrazione e stato di calma, di sviluppare intelligenza sociale ed emozionale e potenziare capacità cognitive e percettive.

L’uso di una pettorina ad H e il guinzaglio lungo di 3 metri, facilitano questa crescita esperienziale perché tutte le parti del suo corpo, in particolare testa e collo, sono libere di muoversi e permettono la comunicazione con gli altri attraverso l’espressione del linguaggio del corpo e dei segnali calmanti, perfino mediante curve, distanze e cambi di direzione.

Spesso la vita quotidiana viene pianificata in base alle nostre esigenze e al nostro modo di percepire la realtà ma nella relazione con il cane dobbiamo considerare il suo modello soggettivo del mondo, in buona parte diverso dal nostro, per consentirgli di esprimere le sue specificità e le sue potenzialità, per soddisfare i suoi bisogni fondamentali e per rispettare la sua vita sociale ed emozionale.

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