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finestra di socializzazione

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I cuccioli, con il loro aspetto paffuto, le movenze dinoccolate, lo spirito giocoso, ci affascinano e ci inteneriscono. Accogliere un cucciolo in famiglia è un’esperienza molto piacevole: centripeta l’attenzione di ogni componente, influenza positivamente l’umore di grandi e piccini, arricchisce la nostra vita. Crescere un cucciolo però, è molto più di questo; è una vera e propria responsabilità.

Quando si sceglie di adottare un cane, bisogna prima di tutto tener presente che si tratta di un essere senziente, appartenente ad una specie diversa dalla nostra: ha bisogni e motivazioni diversi da noi, è in grado di provare ed esprimere un ventaglio molto ampio di emozioni, è un essere sociale.

La crescita di un cucciolo è caratterizzata da diverse fasi di sviluppo durante le quali le esperienze che fa o non fa nell’ambiente circostante, determineranno in età adulta il suo atteggiamento e la sua prospettiva del mondo. La genetica ha la sua parte di responsabilità nella definizione delle caratteristiche comportamentali del cane, ma ricordiamoci sempre che ogni cane è diverso da un altro. Esattamente come avviene negli esseri umani, in tutte le specie ogni individuo è unico e irripetibile. Questa unicità è data dagli stimoli ambientali che influiscono direttamente sul sistema nervoso del cane: la ricerca scientifica e in particolare gli studi effettuati da William Greenough (ricercatore e professore emerito di Psicologia e Neurobiologia cellulare, Università dell’Illinois) sulla stimolazione ambientale, hanno dimostrato che le esperienze vissute dal cucciolo contribuiscono a moltiplicare le sue connessioni neuronali che comportano una costante riorganizzazione della struttura cerebrale, aumentano lo spessore della corteccia cerebrale, potenziano la capacità di adattamento alle varie situazioni e l’abilità a trovare sempre una soluzione ai problemi.

Le esperienze mancate, al contrario, provocano una potatura sinaptica, ovvero un processo di distruzione delle connessioni tra neuroni non rinforzate nel tempo. Tale potatura è responsabile di una ridotta plasticità cerebrale e quindi di una minore capacità di adattamento ai cambiamenti ambientali.

Lo sviluppo comportamentale del cucciolo inizia già in fase intrauterina, quando le stimolazioni sensoriali ricevute attraverso il cordone ombelicale e attraverso la pancia della mamma, cominciano a plasmare il sistema nervoso dei feti.

A partire da questa fase, tutto ciò con cui il cucciolo si confronta ed entra in contatto, sarà di insegnamento e contribuirà ad arricchire la sua mente e a modificare il suo comportamento. Durante i primi due mesi di vita, sono le interazioni con la madre e i fratelli a trasmettere le conoscenze e le competenze fondamentali che guideranno le sue scelte e i suoi atteggiamenti da quel momento in poi: il gioco, il controllo del morso, la consapevolezza che le proprie azioni hanno delle conseguenze e provocano delle reazioni, la comunicazione canina, l’appartenenza ad un gruppo sociale, sono tutti elementi che formano il carattere del cane ed offrono delle solide basi per la costruzione della propria personalità e per affermare la propria identità. Ecco perchè è così importante avere cura di adottare un cucciolo dopo i 60 giorni di età.

La finestra di socializzazione è un periodo durante cui il cane ha necessità di conoscere tutti gli aspetti possibili del mondo che lo circonda per poter accrescere il suo bagaglio esperenziale. L’adozione fa si che alla figura materna si sostituisca quella di un secondo mediatore di esperienze, l’uomo, che avrà il compito di guidare la crescita del cucciolo in maniera ottimale diventando una Base Sicura e facendogli vivere il maggior numero di esperienze positive possibili. E’ importante sapere che l’inserimento in famiglia è un momento traumatico per il cucciolo perché improvvisamente si ritroverà da solo, senza le figure di riferimento con cui ha condiviso la sua vita fino ad allora, in un luogo nuovo, con oggetti diversi, rumori diversi, odori diversi. Per facilitare il superamento del distacco dobbiamo considerare i suoi bisogni, le sue emozioni, i suoi tempi: è essenziale che resti in nostra compagnia per la maggior parte del tempo, anche di notte, quando è più facile che possa sentire la necessità di una vicinanza affettiva. L’autonomia deve essere insegnata ed integrata nella quotidianità in maniera progressiva. Dovrà imparare a sporcare fuori casa rinforzandolo ogni volta che fa bene, avrà la necessità di esplorare vari ambienti, di giocare, socializzare con specie diverse dalla sua, allenare i suoi sensi, imparare delle regole, incanalare le sue energie, comunicare al meglio, sviluppare competenze cognitive ed esprimere le sue emozioni.

Insomma, l’adozione è un atto d’amore non così scontato: il cucciolo ha bisogni e motivazioni diversi rispetto ad un cane adulto (e rispetto ad un bambino!) e cresce in fretta. Conoscere questi aspetti è indispensabile per poter prevenire i comportamenti critici in età adulta.

Mi è capitato di sentir dire “ma è solo un cucciolo! Non ha bisogno di un educatore cinofilo!”. Al contrario, questa figura professionale può indirizzare verso un approccio educativo ideale e può favorire un corretto sviluppo psicofisico del cane ed una crescita relazionale sana ed equilibrata del sistema famiglia di cui il nuovo arrivato entra a far parte.

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