Ceci n’est pas un chien

Ceci n’est pas une pipe“, l’opera di René Magritte, surrealista del ‘900, voleva essere un modo per sottolineare la profonda differenza tra la tangibilità e la rappresentazione di un oggetto. La pipa del quadro non è realmente una pipa. È una rappresentazione di una pipa.
Il cane che conosciamo attraverso i libri di cinofilia, attraverso le sessioni di training, attraverso gli occhi di un istruttore, attraverso un corso di educazione o addestramento, attraverso le nostre aspettative, attraverso gli obiettivi prefissati, attraverso le tradizioni e la cultura, non è un cane. È la rappresentazione del cane che la nostra mente – influenzata dalla cultura, a sua volta influenzata dalle masse, a loro volta influenzate dalle correnti di pensiero, a loro volta influenzate dal contesto, a sua volta influenzato dal quadro storico, e così via… – ricrea.
L’identità del cane si nasconde dietro veli di ricostruzioni, convinzioni, passaparola. Ma non è possibile conoscere qualcuno, comprenderlo, incontrarlo, relazionarsi a lui, se non ne riconosciamo l’identità, la soggettività, l’unicità, ovvero, l’insieme di tutti quei caratteri specifici di ogni individuo e di cui l’individuo stesso è consapevole, che lo contraddistinguono da tutti gli altri.
Possiamo chiederci CHI è il cane? ma, ancora meglio, CHI è QUEL cane? Non è un predatore, non è un carnivoro, non è un onnivoro. Non è una razza. Non è di canile. Non è un meticcio. Non è il miglior amico dell’uomo. Non è un lupo. Non è da compagnia. Non è da lavoro. Non è l’altro capo del guinzaglio. Non è di proprietà. Non è un randagio. Non è un pet.
È quell’individuo specifico, unico e irripetibile.
Quando etichettiamo un cane, stiamo negando la sua identità e la sua soggettività. Ci stiamo precludendo l’opportunità di saperne di più, di entrare davvero in dialogo con lui, di arricchire la nostra esistenza.
Il cane è QUEL cane. È quella personalità che per la prima volta riusciremo a vedere dietro tutti quei veli, oltre tutte le rappresentazioni, oltre tutte le superstizioni.

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