L’animalità


“Dobbiamo imparare dagli animali non il loro comportamento, che lo studio del comportamento è vivisezione, e non conoscenza. Dobbiamo imparare la loro presenza a sé stessi e non-distacco dal mondo, superando l’etologia che non li accetta e li travalica, assumendo prospettive inconoscibili. Una parte consistente dell’antropocentrismo si basa sull’umanizzazione della diversità animale, pensando di comprendere cosa vuole, pensa o desidera una forma di vita aliena alla nostra. La verità è che non possiamo sapere cosa significhi essere ciò che non siamo. L’animalità è flusso in divenire, è incategorizzabile, immanente. L’animalità è continuo movimento che non c’è modo di racchiudere e bloccare, come il vento, libero e mutevole, insensato. 

L’animalità è tutta-d’un-fiato.”

CAFFO-CIMATTI

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