La relazione come luogo

La relazione con un cane o con qualsiasi altro animale non-umano, per l’uomo dovrebbe essere un valore aggiunto. Per loro è sicuramente così. Siamo tutti necessari agli altri per contaminarci ed evolvere, ma non indispensabili.
In una società occidentalizzata non si riesce ad osservare l’individuo per chi è realmente, al di là del legame affettivo. Tendiamo ad umanizzare gli animali altri per assottigliare e riadattare la loro soggettività, rendendoli tutti più a misura d’uomo. La relazione diventa un contratto, qualcosa che sancisce un patto tra uomo e cane ma che mantiene le distanze tra i due mondi.
La verità è che non dovrebbe esistere nessun patto. Non ci sono compromessi a cui scendere. La relazione dovrebbe essere non un obiettivo, non una condizione, non un’alleanza ma un luogo, una soglia, un incontro, una finestra su un mondo altro, da dove chiunque possa sbirciare, dove poter tornare o poter albergare, se si vuole. Un luogo dove non esistono gerarchie, disparità, classificazioni, obblighi, legami o catene. Un luogo dove ognuno è libero di scegliere, dove non ci sono separazioni o confini. Un porto, un’avventura, un respiro.

(Foto di Steve McCurry)

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