Trasformarsi

L’animalità è qualcosa che non ammette categorie. Categorizzare significa ingabbiare. L’animalità è movimento e in quanto movimento è continua trasformazione. L’unico modo per osservare l’animalità è essere trasformazione.
Se vogliamo cogliere il paesaggio che sfugge da un treno in movimento, il nostro sguardo non deve fermarsi al di qua del vetro ma correre al di là, insieme al paesaggio.
Essere trasformazione significa essere in continuo divenire e quindi non è possibile chiudersi in un’identità. Allora bisogna accettare di essere una moltitudine, andando oltre la specie, la razza, l’etnia, l’individuo.
Il continuo-divenire impone la dissoluzione di tutte le forme e quel che resta non è nient’altro che movimento e vibrazione.
Cogliere l’animalità del cane non significa osservare il cane, ma muoversi con lui.
Cogliere la nostra animalità non significa recuperare qualcosa che in realtà siamo sempre stati, ma trasformarci in qualcos’altro.

 

“Trasformarsi non è smarrire sé stessi ma cercare un nuovo luogo in cui ritrovarsi.”

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